Taranto perde terreno: forme di consumo di suolo nella provincia ionica

A prima vista, qui su potrebbe sembrare un cielo stellato, ingannando la percezione della mente, eppure è una fotografia di quello che accade dalla parte opposta; essa rappresenta la distribuzione del tessuto edificato sul territorio, in questo caso della provincia di Taranto.

L’elaborazione è stata realizzata suddividendo il tessuto insediativo in una maglia regolare con passo pari a 50m e calcolando l’indice di densità del tessuto edificato, rilevato dalla Carta Tecnica della Regione Puglia al 2006, rispetto all’area occupata dalla cella pari a 2.500mq; dal primo sguardo si può notare come i centri urbani localizzati a sud di Taranto appaiano più consistenti rispetto a quelli a nord, che sembrano più delle “nebulose”, che “corpi celesti”. A ovest si osserva invece una “radiazione” di piccoli punti (immagine 2), che individua la campagna intensiva urbanizzata della piano di Castellaneta .

Si osservi ad esempio la diversità di distribuzione delle differenti forme di espansione insediativa, ad esempio fra la città di Taranto e quella di Martina Franca (immagine 3). Nel primo caso risalta la forte occupazione della costa da parte di insediamenti prettamente stagionali, e nel secondo si può notare una dispersione a “galassia” dell’insediamento di case di campagna.

L’immagine 4 è esplicativa dell’analisi smoothing, ovvero un’elaborazione geostatistica in cui si registra l’influenza di un parametro nel suo immediato intorno. In questo modo, il valore della densità di una cella diminuisce, poiché cede un’aliquota alle celle adiacenti, creando una relazione biunivoca che consente di visualizzare il margine di influenza massimo dell’espansione urbana. Questo spiega il perché l’immagine “a galassia” in basso ha contorni più netti e sembra più limitata, mentre quella in alto sembra più ampia e sfumata. La finalità dell’analisi è quella di poter individuare il confine tra il territorio urbano e il cosiddetto “periurbano”, designando le aree maggiormente “dense”, quelle di “transizione” e quelle “libere”, analogamente a quanto fatto nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Torino. Queste immagini costituiscono un “assaggio” di quello che MITO-LAB Bari sta sviluppando al Politecnico nell’ambito dell’Osservatorio sul Risparmio di Suolo, in particolar modo per quantificare il fenomeno del consumo di suolo in tutta la Puglia, ma anche per “qualificare” le aree compromesse, così da poter supportare le Decisioni delle pubbliche amministrazioni nelle scelte di governo del territorio. Questo articolo è solo un piccolo tassello del puzzle; il lavoro complessivo sarà infatti illustrato durante il workshop previsto a fine marzo al Politecnico di Bari. In tale sede verranno analizzate le forme di consumo di suolo e confrontati i risultati ottenibili dalle differenti metodologie utilizzate per indagare quanto suolo perdiamo. Autori: Carmelo Torre - Valentina Sannicandro