Mito-Tips, è disponibile il focus sul Consumo di Suolo in Puglia

Con questi dati sul consumo di suolo nei Comuni pugliesi, l’Osservatorio per il risparmio di suolo del MITO-Lab di Bari propone un’anteprima dei propri servizi informativi e di supporto alle decisioni.

Negli ultimi anni si è intensificata l’attenzione per fenomeni sempre più estesi di degradazione del suolo, in particolare nelle aree caratterizzate da un’intensa urbanizzazione, come l’Unione Europea – i cui Stati membri hanno assunto l’impegno di raggiungere un consumo netto di suolo pari a zero entro il 2050.

Sono molti i fattori che hanno contribuito a questa evoluzione, ma due processi rivestono particolare rilievo: la maggiore consapevolezza delle funzioni ambientali dei suoli (di frequente espresse in termini di “servizi ecosistemici”– forniti alle società umane), e il rafforzamento della capacità di monitoraggio e rappresentazione delle trasformazioni nelle coperture e negli usi del suolo – si pensi ai principali programmi in atto a livello comunitario, nazionale e regionale. A fronte dell’evidente miglioramento dei metodi di misurazione, che consentono in particolare di non trascurare più gli effetti cumulativi di un numero elevato di piccoli interventi, la comprensione del senso complessivo dei cambiamenti e la valutazione dei loro effetti richiedono continui approfondimenti.

I dati e gli indicatori qui presentati, in particolare, colgono aspetti diversi del “consumo di suolo”, un concetto non definibile in modo univoco e che in lingua inglese, ad esempio, tende ad essere trattato con le due categorie dell’impegno di territorio per specifiche attività umane (land take) e dell’impermeabilizzazione del suolo (soil sealing). Per una lettura più agevole, è bene quindi richiamare le relazioni fra le definizioni utilizzate nella mappa e nelle tabelle che la accompagnano:

- Superfici artificiali: sono una delle 5 macro-classi in cui i principali sistemi di classificazione (sia a livello europeo sia in Italia) suddividono gli usi e le coperture dei suoli (insieme alle aree agricole, agli ambienti naturali, alle zone umide e ai corpi idrici). Le superfici artificiali, ulteriormente declinate nei livelli successivi della nomenclatura (4, in quella adottata nelle Carte Tematiche di Uso del Suolo della Regione Puglia), comprendono le aree urbanizzate, sia quelle prevalentemente residenziali che quelle destinate ad attività produttive, nonché le reti infrastrutturali e altre aree che siano state modificate in seguito all’intervento umano (cave, discariche, ecc.).

- Se evochiamo l’immagine di questo tipo di luoghi, è facile constatare che si tratta nella maggior parte dei casi di ambienti in cui superfici impermeabili – edificate (abitazioni, capannoni, ecc.) o non edificate (strade, piazzali per parcheggi, ecc.) – si alternano ad aree (giardini, spazi incolti residuali, ecc.) che hanno conservato in tutto o in parte le funzioni ecologiche dei suoli agricoli o naturali. Nel novero delle superfici impermeabili sono quindi comprese solo quelle porzioni delle superfici artificiali che siano effettivamente ricoperte di materiali impermeabili, nonché quelle aree che, nonostante si trovino all’interno di aree non “artificiali” (ad esempio, di aree agricole) siano ugualmente ricoperte di materiali impermeabili (fabbricati rurali, ecc.).

Di conseguenza, quando si usa la locuzione “consumo di suolo” è sempre necessario specificare a quale tipo di trasformazioni si faccia riferimento, muovendosi sempre nell’ambito di quei cambiamenti che determinano la perdita irreversibile di tutte o di alcune delle funzioni ecologiche dei suoli. In questo caso, si è scelto di utilizzare come indicatori principali quelli che descrivono l’espansione delle Superfici artificiali in Puglia, pur nella consapevolezza che, a seconda dei criteri adottati, questa misura possa essere considerata eccessiva (perché include aree permeabili) o al contrario riduttiva, in quanto non tiene conto di altri fenomeni di deterioramento della qualità dei suoli che non dipendono esclusivamente dall’insediamento del territorio con funzioni urbane o infrastrutture (come i processi di desertificazione)

Infine, poiché l’obiettivo di fondo dell’Osservatorio è quello di promuovere usi del territorio che non consumino ulteriormente suolo, viene proposto un indicatore popolato con dati ISTAT (la percentuale di abitazioni che risultano non utilizzate in ciascun comune) per avviare una riflessione sul margine di miglioramento dell’efficienza di gestione degli spazi già resi “artificiali”.